La legge 14 aprile 1957, n. 277 ha istituito il "Museo storico della Liberazione"
con sede in Via Tasso 145 a Roma
in alcuni dei locali occupati dal carcere delle "SS"
durante il periodo dell’occupazione militare della capitale da parte dei tedeschi;
 

 

 


Dietro quelle sbarre sono stati richiusi degli uomini

 


La storia del Museo della liberazione di Via Tasso

Verso un polo museale della memoria



Il 15 giugno 1950 la principessa Josepha Ruspoli donò allo Stato quattro degli appartamenti usati come carcere, perché fossero destinati permanentemente a Museo Storico della Liberazione di Roma. Questi appartamenti furono liberati dagli sfollati che li occupavano tra il '53 e il '54.
Fu quindi costituito un Comitato per la realizzazione del Museo, il cui primo nucleo, costituito dagli appartamenti al piano terra e al secondo piano, fu inaugurato il 4 giugno 1955 dal Presidente della Repubblica.
Successivamente fu allestito l'appartamento al terzo piano, inaugurato il 4 agosto 1957. Nel frattempo il "Museo storico della Liberazione" è stato istituito con la legge 14 aprile 1957, n. 277, attraverso cui il Museo ebbe il riconoscimento come Ente Pubblico sotto la tutela del Ministero della Pubblica Istruzione. Successivamente il Museo è passato sotto la vigilanza del Ministero dei Beni Culturali.

Dal 1987 sull'intero stabile di Via Tasso, 145 grava un vincolo del Ministero per i Beni Culturali. Nello stabile ci sono circa sette altri appartamenti che sono ancora di privati proprietari. Uno di questi, quello della signora Bruni, ora è in vendita.
Nel 1997 il direttivo del Museo ha chiesto al Ministero dei beni culturali di porre il vincolo anche sui dieci appartamenti ubicati nell'altra area dell'edificio al numero civico 155 di Via Tasso per adibirli a locali museali.

Il 31 ottobre del 2000 il deputato verde Paolo Cento ha avanzata in Parlamento una proposta di legge, finalizzata alla trasformazione del Museo storico della Liberazione (istituito ai sensi della legge 14 aprile 1959, n. 277), in Museo centrale della Resistenza e della Guerra di liberazione.
Più recentemente, a seguito di una intesa intercorse tra il Comune di Roma e la Comunità Ebraica, l'edificio di Via Tasso entrerà a far parte di un grande polo museale della Memoria.

Nella notte tra il 22 e 23 novembre una bomba squarcia il portone del Museo: l'attentato è rivendicato con la sigla "Movimento antisionistico". Da allora la sede è stata inserita dalla questura romana nell'elenco degli obiettivi sensibili.

 

 

 
L'Associazione Nazionale Miriam Novitch

ed il

Museo storico della Liberazione di Roma

Organizzano

MOSTRA - CONVEGNO

PER LA CELEBRAZIONE DEL 50° ANNIVERSARIO

della

Dichiarazione Universale dei

DIRITTI DELL'UOMO

3 – 13 febbraio 1999

 

Relatori sul tema del convegno:  

On.le Pasquale Bandiera 
Presidente della Lega Italiana 
dei Diritti dell' Uomo 

Lorenco 
Giudice Simonetta Matone 
Sostituto Procuratore della Repubblica 
presso il Tribunale dei minori di Roma 

Dott. Massimo Papa 
Ricercatore di diritto musulmano e dei paesi 
islamici presso l'Università di Tor Vergata 

Prof.ssa Daniela Piattelli 
Ordinaria presso la Cattedra di diritti 
dell'antico Oriente mediterraneo facoltà 
di Giurisprudenza di Salerno 

Inizio lavori: 
Saluto del Presidente del Museo 
Sen.Paolo Emilio Taviani  

Saluto del Presidente della 
Associazione Nazionale Miriam Novitch 
Sig. Adolfo Perugia  

Saluto del Segr. Reg.le C.G.I.L. Lazio lavoratori FLNE 
Dott. Pasquale Russo

Espositori: 

Lorenzo Bonanni 
Georges de Canino 
Daniele Filacchioni 
Ramy Leon 
Saro Mirabella 
Adriano Mordenti 
Luca Pagni 
Franco Pompei 
Armando Severini 

Comitato d'onore: 

On. Emma Bonino 
Don Bruno Nicolini 
Avv. Luigi Pallottino 
Mons. Clemente Riva 
Prof. Elio Toaff 
Capo Rabbino di Roma 
Avv. Giuliano Vassalli 
Sen. Paolo Emilio Taviani 
Vice Presidente Corte Costituzionale

 

Mostra – Convegno per la celebrazione del 50° anniversario
della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo
Museo Storico della Liberazione di Roma, via T. Tasso 145 Roma
3 – 13 febbraio 1999

50 anni fa, il 10 dicembre 1948, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò e sottoscrisse la Carta dei principi fondamentali che tutelano i diritti di ogni persona, come singolo e nell’ambito sociale in cui vive e lavora; un Documento fondamentale, che ha portato anche alla costituzione di un Comitato con il compito specifico di occuparsi delle violazioni segnalate e di richiamare gli Stati agli impegni assunti. A distanza di 50 anni, nel celebrare l’anniversario di quella storica firma, Ro Marcenaro ha voluto focalizzare un particolare ancora troppo spesso trascurato: che la Dichiarazione riguarda i Diritti fondamentali non solo dell’Uomo ma anche della Donna. E ha posto i suoi simbolici protagonisti al centro di una coppia di francobolli, in modo che figurassero singoli e insieme uniti, liberi da ogni condizionamento nel loro volo nel tempo e nello spazio.

 

 

© Luca B. Pagni, Roma 27 gennaio 2005

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