Luca B. Pagni
SHOW
Testi e foto © Paola Rizza, Milano 8-11 gennaio 2004
Descrivere Luca è come descrivere l'Universo ....
è vastissimo, ricco di interessi, straparlante pieno di sensibilità, emotivo ed
entusiasta della vita.
Ha la sincerità e la sfrontatezza della gioventù.
Le prime foto scattate, le ho fatte rubandole mentre guardava la vetrina
della Rizzoli,
stava là quasi appoggiato con uno sguardo da bimbo che guarda in una vetrina di
balocchi ....
dall'altra parte un mito che ogni mattina varca la soglia del negozio e
raggiunge il suo ufficio: Enzo Biagi.
Luca è là titubante, vorrebbe entrare per chiedere informazioni, lo
spingo ad entrare e lo fa, poi esce quasi incredulo...
mi dice che sta cercando un libro che non trova più: "La storia d' Italia a
fumetti" ed io lo reinvito ad entrare ...
Luca il giorno dopo (siamo al 9 gennaio 2004), arriva alla segretaria di Biagi
(poco dopo mezzogiorno), riuscendo
persino a stringere la mano del giornalista che più ama e stima.

Luca è così, un'entusiasta, mi chiama dopo 5 minuti che è uscito dalla Rizzoli
ed esulta al telefono per l'avvenuto incontro...
e ne ha già un altro altrettanto emozionante a casa di
Gianni Berengo Gardin
l'indomani per le 9,30 del mattino.
Non perdo questa occasione e lo accompagno.
E scruto Luca come si muove.
Luca conosce da anni Gianni Berengo Gardin, lo ha già intervistato altre volte, il maestro ci riceve con molta semplicità e cordialità, la sua cagnolina Olivia abbaia e lui cerca di calmarla, ma Olivia abbaia perché spaventata, mi abbasso e l'accarezzo e lei mi lecca le mani, poi ci segue nel suo studio, si lascia coccolare ..... e ..... meraviglia, che studio, che ambiente particolare,un sottotetto della vecchia Milano a due passi dai navigli, c'è poca luce e proviene dai tanti lucernari di questo spazio ampio e così pieno di cose così ordinate, così fotogeniche.
Gianni Berengo Gardin ci sistema due sedie e dando la schiena alla luce e a un suo splendido ritratto dipinto si siede anche lui e inizia a chiacchierare, ha poco tempo lo sappiamo e Luca inizia a tempestarlo di domande, prende appunti, accende e spegne il suo registratore, poi si alza, guarda i libri e il maestro cerca per lui i suoi ultimi lavori e nel frattempo risponde al telefono, riceve diverse telefonate in quell'ora.
Gianni Berengo Gardin, colpisce per la sua incredibile calma, ha la pazienza di un santo e in effetti si ha la sensazione di stare di fronte a un santo, una persona che racchiude in se la saggezza di una vita di fotografia e l'umiltà di chi ha appena iniziato a fotografare. Gli chiedo se posso fotografare un po' nel frattempo .... e vedo che me lo lascia fare con vera naturalezza. Quando si fotografa in casa di altri è inevitabile che si "fermi" molto di più in immagine di quando si fotografa solo il volto di una persona e si possano fare scatti più intimi e non si sa mai quale sia la giusta misura. Ma lui è molto sereno e sposto il mio obiettivo con tranquillità verso angoli del suo studio particolari non osservando alcun nervosismo. Mi volto e vedo quell'incredibile muro dove tiene in mostra la fotografia sua e di Henri Cartier Bresson, intorno altri articoli, fotografie che lo ritraggono in momenti felici del suo lavoro e due lentini appesi con una tale grazia che ..... impossibile non fotografare anche loro.
Olivia, la sua cagnolina, è rappresentata in tante statue piccole e grandi per tutta la casa. Scelgo una statua di coccio quasi a dimensioni reali tenuta su un tavolo e scatto, mentre l'atmosfera di quello studio si scalda, c'è sempre poca luce e io mi chiedo come reagirà il maestro di fronte a una mia richiesta di tornare per fargli un ritratto ma con un po' di attrezzatura. Lui che è il re della fotografia a luce ambiente, rimane un po' sorpreso di questo, allora gli faccio vedere alcuni miei ritratti un po' in luce ambiente e un po'fatti in studio, acconsente e mi dice che forse potrà persino darmi due ore. Non ci posso quasi credere, un'ora e mezza per poterlo ritrarre in casa sua. Abituata al Vip ai 20 minuti al massimo, alla pochezza con cui trattano i fotografi, ho avuto la conferma di quanto pensato durante tutta la durata dell'intervista ero in presenza veramente di un sant'uomo.
Gianni Berengo Gardin non parla molto ma iniziando con lui a dialogare sul mio lavoro si apre e racconta delle sue esperienze di insegnamento, dei suoi ultimi lavori, dei suoi ultimi libri pubblicati e Luca accende il registratore, io non so dire il perché, ma ad un certo punto gli ho chiesto di spegnerlo ..... quasi come se avvertissi una sorta di invadenza eccessiva nella sua vita privata.
Il Maestro ci dona alcuni libri e due calendari a Luca e si congeda da noi. Io e Luca abbiamo appuntamento alla Starring con Angelo Cucchetto e mentre andiamo verso la macchina, riesco a ricattare Luca e a farmi regalare uno dei due calendari :-)). Luca è incredibile, mi fa parlare tutto il tempo mentre guido e accende quel famigerato registratore.
Arriviamo con molto anticipo da Angelo e quindi un po'per gioco e un po' per ammazzare il tempo, Luca si presta a giocare con il mio obiettivo. C'è una gelateria con la saracinesca abbassata e io guardo gli occhietti di quei coni gelato e penso a quelli di Luca. Luca è un po' imbarazzato sulle prime, mi racconta che lui è abituato a fare reportage veloce a non mettere in posa ed io che in posa mi diverto a mettere persino il mio cane :-)), lo tranquillizzo dicendogli che non pubblicherò mai una sua foto che a lui non piaccia. In realtà sto barattando le sue foto più terribili con la supervisione della mia intervista fatta in macchina :-)).
Argh mi è andata male, pare che le foto che gli ho fatto gli piacciano, quanto meno un pochino ci si è rivisto nelle stesse, visto che le sta pubblicando. Si lo so, non sono certamente dei gran ritratti, non rappresentano minimamente la grande anima di Luca Pagni ma per fare un solo scatto di Luca e rappresentarlo completamente c'è bisogno di molta ma molta concentrazione e la vita ci darà senz'altro modo di fare delle altre fotografie con maggior serietà :-).... sto già pensando a quale sedativo somministrargli per farlo stare un po'fermo e zitto :-) e sto già prendendo un polivitaminico per reggere i suoi ritmi.
Nel frattempo ecco quanto è riuscito a darmi in immagine in un rullino e mezzo l'amico Luca Pagni.
Grazie di tutto Luca e a presto.
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Alla G.N.A.M. di Roma, in occasione dell'inaugurazione di una mostra di Elisabetta Catalano,
ho avuto il piacere di incontrare FEDERICO
FELLINI

Ecco uno dei personaggi più famosi, incontrati nella mia vita: il mitico Pelè...
