Foto di Roberto Zuccalà, Roma 21 maggio 2005

Riconoscimento a Luca Pagni dal Comune di Roma - XI Municipio
in occasione del 26° Concorso Fotografico Nazionale "Vittorio Bachelet"
 << per il suo impegno dimostrato a favore della fotografia italiana >>
Alle spalle di Luca Pagni, Pietro Vitale, Fabrizio Fratangeli e Giuliana Sgrena.
 

 

NUEVO COLECCIONABLE DE EL MUNDO: LA GUERRA CIVIL ESPAÑOLA MES A MES

Domenica 25 settembre 2005

Nel vlume n. 5 de "La guerra civil Espanola" (opera in 36 volumi), viene menzionata la ricerca di Luca Pagni
sulla foto "Il miliziano che cade"  realizzata a Cerro Muriano da  Robert Capa nel settembre 1936,
alle pagine da 54 a 58.
 


http://www.elmundo.es/papel/2005/09/25/

 

 

http://www.ciudaddealcoy.com
El periodico Ciudad de Alcoy - Lunes 13 de Octubre del 2003 - paginas 8 y 9

 

 

Di Luca Pagni è stato scritto:

 

<< Al collega Luca,
brillante critico e sensibile intellettuale,
raro esempio nel mondo della fotografia
...con affetto e stima >>

Nino Migliori (Bologna 28/06/2004, dedica autografa sul volume MURI)

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<< Luca Pagni è un giovane fotografo che vive la fotografia a spettro totale e coinvolgente, non si interessa soltanto di ciò che è più o meno capace di produrre con la macchina fotografica,  ma vuole entrare nei problemi dell'immagine e capirli. >>

Prof. Giuliana Scimé (estratto da PROGRESSO FOTOGRAFICO - Fotografia e cultura - Gennaio 1995)

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<< C'è un atto nella fotografia che rifiuta di soggiacere a una definizione, e che non può essere costretto entro i limiti di una qualsivoglia "corrente".
E' quello, si pensa, che prende voce, quasi intendesse rigenerarsi ogni volta, dai momenti aurei dell'imprevisto, dall'incontro (per restare al tema proposto) con i rappresentanti di un'umanità che il perbenismo confina da tempo immemorabile "oltre il muro".
Queste sensazioni si pongono al centro del nostro interesse mentre osserviamo le fotografie di Luca Pagni, raccolte sotto il titolo "Art. 3: uguali nella diversità", che sono già in mostra presso la Galleria Civica di Modena (Collezione Franco Fontana) e che Ulrich Pohlmann ha selezionato per il Münchner Stadtmuseum-Fotomuseum. >>

Franco Lefèvre (Presentazione della mostra "Art. 3: uguali nella diversità" - Photo Show Roma 2000)

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Dino Pedriali (Artista e fotografo personale di Pier Paolo Pasolini)

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<< Un corpo trasgressivo che esibisce la propria "diversità" è il protagonista di questo nuovo lavoro di Luca Pagni.
Bisogna dire che con simili tematiche è sempre in agguato il rischio dell'effetto e del sensazionalismo.
Ma il giovane fotografo romano, con un lavoro durato ben cinque anni, si può dire che abbia compiuto il suo rito sacrificale e propiziatorio, che gli dà diritto ad affrontare l'argomento.
Le sue fotografie testimoniano una rara capacità di estrarre da un materiale magmatico, immagini di grande rigore formale ed attente alla dimensione sottile delle emozioni umane. >>

Prof. Franco Vaccari

(con questo reportage Luca Pagni è stato selezionato tra i vincitori del Concorso Fotografico Nazionale "PORTFOLIO" presentato nell'ambito della manifestazione internazionale "Modena per la Fotografia 1996)

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Cliccare sull'immagine per ingrandirla

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Presentazione ad un libro mai nato

"Itinerari umani" attraverso le immagini di Luca Pagni

Questa pubblicazione si pone il duplice scopo di presentare l'opera fotografica di Luca Pagni, affiancata da una serie di poesie scritte dagli stessi zingari sulla propria cultura e sulle proprie tradizioni secolari;
insieme alla volontà di commemorare i Rom, adulti bambini, morti negli ultimi tempi, vittime della ferocia di pochi e dell'indifferenza di troppi.

grande indignazione ha suscitato il vile attentato contro due bambini di Pisa, che si ricollega a quello di pochi mesi fa a Cecina, pure contro un bambino Rom.

Quello che ci appare sottilmente perfido è l'aver usato gli strumenti dell'innocenza - una bаmЬоla, un libro di fiabe - caricandoli di esplosivo per uccidere l' innocenza.

I bambini sopravviveranno, ma nei loro corpi straziati, mutilati, porteranno per sempre il segno incancellabile della crudeltà dei gagё.

Ci sono state manifestazioni pubbliche - tinо a che punto per tirarsi fuori, per proclamarsi non razzisti ? - però nessuna raccolta di denaro attraverso le varie TV, solо scarne notizie di cronaca per i tanti, troppi, bambini che in questo tragico inverno sono morti assiderati o bruciati vivi, sono morti dalle acque in piena, sono stati uccisi, sono morti di malattie non curate nelle strutture pubbliche e di cui nessun bambino oggi muore nel nostro civilissimo paese (bronchite,  morbillo).

Colpa loro, colpa dei genitori che non li curano, che il mandano a mendicare, colpa dei pubblici poteri che non provvedono, si sente dire un po' dovunque...

Ma i pubblici poteri, se provvedono, lo fanno rinchiudendoli in campi senza però dare loro la possibilità di uno sviluppo economico. E allora, di che cosa dovrebbero vivere?

Nessuno si sofferma a riflettere sulla nostra colpa collettiva, sulla nostra quotidiana indifferenza ed inerzia di fronte a persone, che vivono spesso in condizioni subumane.

indifferenza e inerzia - salvo rare eccezioni - avevano accompagnato cinquant'anni fa il genocidio di Ebrei e Zingari.

Ma di questi ultimi chi si ricorda?

Viviamo in un'epoca di violenza, dove la competizione diventa sopraffazione: dalle guerre e dagli stermini di minoranze che aspirano all'autonomia, dal genocidio dei popoli indigeni privati del loro ambiente naturale fino alla violenza a casa nostra sui bambini, negli stadi, per le strade. Violenza sui Rom in tutta Europa.

Ultimo simbolo emblematico la bomba ad Uberwath sotto la scritta "Tornate in india".

Problemi troppo grandi perché noi, semplici cittadini, possiamo risolverli - è questa la facile obiezione.

Ma se non si avvia una trasformazione alla base, improntata ad una cultura della non violenza, cui ogni singolo è chiamato a portare, giorno dopo giorno, la sua pietruzza di comprensione, di accettazione, di rispetto, di resistenza pacifica ma attiva alla violenza, non ci sarà mai unа società garante della pienezza del diritta per tutti i suoi membri, non ci sari autentica democrazia, come ci ammonisce il Presidente della Repubblica Austriaca nella sua orazione funebre durante i solenni funerali di stato per ì quattro Rom assassinati ad Uberwath.
 

MIRELLA КARPATI
Dal 1965 dirige la rivista bimestrale Lacio Drom edita dal Centro Studi Zingari di Roma.

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"Тгa Simbolismo e simbolico" nella fotografia di Luca Pagni

Testo di Bruno Morelli, pubblicato sulla rivista bimestrale di studi zingari "lacio drom"
anno 35, numero 3-4, maggio-agosto 1999, Roma 

L'enigma ci assale guardando le fotografie di Luca Pagni: vogliono essere emblematiche nella contestualizzazione oppure è la forza delle forme che predominano in un simbolismo in sё insito, integrale, connaturato e radicato nella stessa immagine che inevitabilmente si impone tale ai nostri occhi, difficile affermarlo con certezza, in ogni caso ci coglie, ci intriga, ci sorprende; questo penso basti ad indurci a riflettere sull'intima dicotomia.
Quando il gioco della diversità, quale tema espressamente dichiarato, si fa generoso e così familiare con l'arte e con la stessa immagine che mai o sempre conserva gelosamente la sua identità ambigua, favorisce oltremodo il lavoro di cattura dei ritagli di realtà,
cosí come agisce questa ricerca in Pagni.
II linguaggio dell'immagine allora si fa sentire, forte, fragrante e parlante nel muto codice dеll’arte rivolto alla nostra facoltà più percettiva, la sensibilità ci ferma, ci domanda, provoca, esige una risposta.
La mia, personalmente,
ё l'assenza di spiegazioni, ho inteso tutto, mi è tutto chiaro, forse perché ha stabilito un dialogo con individualità zingara, vera eccezione.
Semmai lo sforzo sta nel restituire tali impressioni; non so, forse è
così vicino alla mia pittura che ne colgo i predicati per affinità.
I suoi "quadri" fotografici toccano molti aspetti anche stanti della fotografia, ma qui non mi soffermerei con i soliti collegamenti, ciò che sorprende è davvero questo distaccarsi dalla consueta visione cronistica dei tempi contemporanei fuori dall'iconologia becera e assassina dei media circa il fenomeno zingaro, insomma la messa a fuoco oltre la distorta e la non cristallina visione del confronto con i soggetti autenticamente diversi della realtà, è dunque essenziale quest'enorme nuovo simbolismo che ne scaturisce.
L'autore, da una parte non ricerca un significato didatticamente, affettivamente proiettivo nell'immagine, ma la situazione concettuale in cui la stessa energia evocativa della forma scelta, si presenta tale, spontanea, e autonoma nella suа condizione piú vera: una bambina
rom con in braccio altra bambina ma rotta, una bambola sporca quasi priva di occhi, entrambe però ben aggrappate al ludico, sebbene nel paesaggio desertico e plumbeo della periferia, non cessa di emanare senso di sconvolgente tenerezza, di sublime poesia.
Dall'altra parte ci staglia in una citazione surrealistica alla
Dali, meno dissacratore ma più incantato, più suggestivo, più estetico, intriso di delicati effetti di immagini compenetranti nell'atmosfera di un cielo onirico aldilà del reale senza пé tramonto e né alba, soltanto memoria, anamnesi culturale di un mondo calato in altro spazio e in altro tempo, l'intimità di una casa aperta senza pareti, aperta al vuoto dell'esistenza, naturale ma resa virtuale dal sopravvento simbolico della nostra interpretazione.
Ci suggerisce l'idea di un posto ideale dove poter esserci liberamente nell'utopia del non luogo dei nomadismi mentali, i pensieri che sempre si accavallano e si dissolvono nell'aria, allа fine, non ricusando tuttavia il caldo tepore di un momento di relax, gustare un banale ma simbolico thè.

BRUNO MORELLI

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Giorgio Lotti a Massa Marittima (GR) nel 1993

 

Caro Luca,
ho ricevuto la tua fotografia... è divertente !

Per quanto riguarda la tua domanda se la fotografia è Arte oppure no,
non basterebbe un mese per discuterne.

L'importante è fare buone foto,
per il resto... il tempo ci dirà se siamo sulla buona strada, oppure no!

A presto e auguri.

Giorgio Lotti

(lettera personale del 26 ottobre 1993)

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Un piccolo omaggio di Franco Fontana
 

Luca Pagni visto da Franco Fontana
A Massa Marittima durante un workshop con Franco Fontana sono scivolato nella piscina e...


 

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