"Omaggio a Papa Giovanni Paolo
II"
http://www.vatican.va/special/anniversario_gpii/documents/index_it.htm
Karol Wojtila è nato il 18 maggio del 1920 a Wadovice, a 21 km da Cracovia.
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LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL'ANGELUS DOMENICA 02 APRILE 2006 Alle ore 12 di oggi il Santo Padre
Benedetto XVI si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo
Apostolico Vaticano
Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana: Cari fratelli e sorelle! Il 2 aprile dello scorso anno, proprio come oggi, l’amato Papa Giovanni Paolo II stava vivendo in queste stesse ore l’ultima fase del suo pellegrinaggio terreno, un pellegrinaggio di fede, di amore e di speranza, che ha lasciato un segno profondo nella storia della Chiesa e dell’umanità. La sua agonia e la sua morte costituirono quasi un prolungamento del Triduo pasquale. Tutti ricordiamo le immagini della sua ultima Via Crucis, il Venerdì Santo: non potendo recarsi al Colosseo, la seguì dalla sua Cappella privata, tenendo tra le mani una croce. Nel giorno di Pasqua, poi, impartì la benedizione Urbi et Orbi senza poter pronunciare parole, con il solo gesto della mano. E’ stata la benedizione più sofferta e commovente, che ci ha lasciato come estrema testimonianza della sua volontà di compiere il ministero fino alla fine. Giovanni Paolo II è morto così come aveva sempre vissuto, animato dall’indomito coraggio della fede, abbandonandosi in Dio e affidandosi a Maria Santissima. Questa sera lo ricorderemo con una veglia di preghiera mariana in Piazza San Pietro, dove domani pomeriggio celebrerò per lui la Santa Messa. Ad un anno dal suo passaggio dalla terra alla casa del Padre possiamo domandarci: che cosa ci ha lasciato questo grande Papa, che ha introdotto la Chiesa nel terzo millennio? La sua eredità è immensa, ma il messaggio del suo lunghissimo pontificato si può ben riassumere nelle parole con le quali egli lo volle inaugurare, qui in Piazza San Pietro, il 22 ottobre 1978: "Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!". Questo indimenticabile appello, Giovanni Paolo II l’ha incarnato con tutta la sua persona e tutta la sua missione di Successore di Pietro, specialmente con il suo straordinario programma di viaggi apostolici. Visitando i Paesi del mondo intero, incontrando le folle, le Comunità ecclesiali, i Governanti, i Capi religiosi e le diverse realtà sociali, egli ha compiuto come un unico grande gesto, a conferma di quelle parole iniziali. Ha annunciato sempre Cristo, proponendolo a tutti, come aveva fatto il Concilio Vaticano II, quale risposta alle attese dell’uomo, attese di libertà, di giustizia, di pace. Cristo è il Redentore dell’uomo - amava ripetere -, l’unico autentico Salvatore di ogni persona e dell’intero genere umano. Negli ultimi anni, il Signore lo ha gradualmente spogliato di tutto, per assimilarlo pienamente a Sé. E quando ormai non poteva più viaggiare, e poi nemmeno camminare, e infine neppure parlare, il suo gesto, il suo annuncio si è ridotto all’essenziale: al dono di se stesso fino all’ultimo. La sua morte è stata il compimento di una coerente testimonianza di fede, che ha toccato il cuore di tanti uomini di buona volontà. Giovanni Paolo II ci ha lasciati nel giorno di sabato dedicato particolarmente a Maria, verso la quale ha sempre nutrito una devozione filiale. Alla celeste Madre di Dio domandiamo ora di aiutarci a far tesoro di quanto ci ha donato ed insegnato questo grande Pontefice.
[00484-01.01] [Testo originale: Italiano] Il Patriarca di Babilonia dei Caldei, Sua Beatitudine Emmanuel III Delly, e i Vescovi iracheni hanno lanciato un appello ai fedeli, ai credenti e agli uomini di buona volontà, perché il 3 e il 4 aprile - domani e dopodomani - si uniscano nella preghiera e nel digiuno per chiedere a Dio il dono della pace e della concordia in Iraq e nel mondo intero. Invito tutti ad aderire all'iniziativa dei nostri fratelli di quel martoriato Paese, affidando tale intenzione all’intercessione di Maria Santissima, Regina della Pace. Oltre a questa sera, avremo un altro appuntamento per ricordare il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Mi riferisco all’incontro dei giovani, specialmente di Roma e del Lazio, che avrà luogo giovedì prossimo, 6 aprile, nel pomeriggio, in Piazza San Pietro. Ci prepareremo insieme alla XXI Giornata Mondiale della Gioventù, che sarà celebrata in tutte le diocesi del mondo la Domenica delle Palme.
Dopo un anno dalla morte di Papa Giovanni Polo II, sono ancora numerosi i pellegrini che giungono a Roma da tutto il mondo per pregare e rendere omaggio alla sua tomba.
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Il portavoce Joaquin Navarro Valls
Questo il testo
integrale della dichiarazione del Direttore della Sala Stampa della Santa
Sede
"Vi ho cercato, voi siete venuti, vi
ringrazio".
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| Subito il Presidente della Repubblica Italiana ha inviato un messaggio a reti unificate.
http://www.quirinale.it/Comunicati/Comunicato.asp?id=26807 Dichiarazione del Presidente Ciampi, a reti TV unificate, per la scomparsa del Santo Padre Giovanni Paolo II Roma, 2 aprile 2005 Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ha rilasciato la seguente dichiarazione: << Gli italiani tutti, io con loro, piangono il Santo Padre, il Papa che abbiamo sentito a noi tanto vicino. Lo abbiamo amato. Lo abbiamo ammirato per la forza delle idee, il coraggio, la passione, la capacità di trasmettere valori e speranza a tutti noi, soprattutto ai nostri giovani, ai giovani di tutto il mondo. Abbiamo ammirato la Sua la straordinaria apertura al dialogo tra religioni ed etnie. L'Italia è in lutto. Avverto, come tutti, un profondo dolore. E' forte in me il ricordo dei tanti incontri, dei tanti colloqui. Mia moglie ed io conserveremo per sempre nel cuore la Sua voce, soprattutto i Suoi occhi luminosi e acuti, che ti scavavano nel profondo; il Suo sguardo, carico di affetto , che ti abbracciava prima ancora che Egli alzasse le braccia. Non potrò mai dimenticare momenti straordinari come il raduno di milioni di giovani durante il Giubileo, nell'agosto del 2000, a Tor Vergata. Né dimenticherò mai l'emozione che provai quando in una cerimonia ad Assisi, nel gennaio del 2002, il Santo Padre mi offrì di portare la lampada sul trìpode della pace . Giovanni Paolo II ha segnato la storia. Sarà ricordato come uno di quegli uomini che hanno indicato una strada, di libertà e di giustizia, e che l'hanno perseguita con tutte le loro forze. In questo momento di profonda commozione, il pensiero va allo straordinario contributo che Egli ha dato al superamento della divisione tra Est ed Ovest, al Suo strenuo impegno per un ordine mondiale sorretto da principi ed obiettivi di pace, al Suo infaticabile apostolato in ogni angolo della terra in sostegno di una migliore condizione umana. Egli ha comunicato speranza e fiducia a tutti noi. Ha scolpito le coscienze con i valori che danno senso e dignità alla vita delle persone e della società umana. Giovanni Paolo II ha creduto nella forza dello spirito e ha testimoniato, con il Suo indomito coraggio e la serenità nella sofferenza, la fortezza che permette di affrontare qualsiasi ostacolo, di operare per il bene in ogni circostanza. Egli continuerà a vivere nei nostri cuori, nella riconoscenza per la Sua testimonianza, per il Suo esempio. Egli è stato vero apostolo di pace nel mondo intero. L'Italia, Roma - la Sua Diocesi che si sta riversando in Piazza San Pietro - piangono la perdita di un Padre, di una persona amata. >>
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Il Presidente americano in carica, George W. Bush, con la moglie Laura,
il padre George Bush e Bill Clinton (ex Presidenti americani),
ed il Segretario di stato americano Condoleezza Rice,
rendono omaggio alla salma del Papa.


<< Nessun problema internazionale può essere adeguatamente e degnamente risolto col ricorso alle armi, e l'esperienza insegna a tutta l'umanità che la guerra, oltre a causare molte vittime, crea situazioni di grave ingiustizia che, a loro volta, costituiscono una forte tentazione di ulteriore ricorso alla violenza.
Desidero ripetere la mia ferma convinzione che è molto difficile che la guerra porti un'adeguata soluzione ai problemi internazionali e che, anche se una situazione ingiusta potesse essere momentaneamente risolta, le conseguenze che con ogni probabilità deriverebbero dalla guerra sarebbero devastanti e tragiche. Non possiamo illuderci che l'impiego delle armi, e soprattutto degli armamenti altamente sofisticati di oggi, non provochi, oltre alla sofferenza e alla distruzione, nuove e forse peggiori ingiustizie.>>
<<
Preghiamo ancora per e con tutti i credenti,
appartenenti
alle
tre religioni
che trovano nel Medio Oriente le loro
radici
storiche: ebrei, cristiani e musulmani.
La fede nel medesimo Dio non deve essere motivo di conflitto e
rivalità,
ma di impegno a superare nel dialogo e nella
trattativa i contrasti esistenti.
Che l'infinito Amore del
Creatore aiuti
tutti a capire l'assurdità di una guerra
in nome Suo ed infonda nel cuore di
ognuno veri sentimenti di fiducia,
comprensione e collaborazione per il bene
dell'intera umanità! >>
<<
L'uomo e la donna sono
stati pensati e creati da Dio col
progetto di prolungare nel tempo il dialogo di amore
esistente dall'eternità all'interno della
vita trinitaria, che è la fonte
stessa della vita.
Nel nido caldo della famiglia, dove gli sposi sono
reciprocamente legati l'uno all'altro in
un'alleanza d'amore, che esige piena fedeltà e indissolubile unità,
sboccia, nasce e cresce in un contesto
adeguato il nuovo essere umano, ricevendo gli aiuti necessari per uno sviluppo
armonioso e per un progressivo
inserimento nella società.
È bene ripeterlo oggi, nel clima di diffusa e crescente
tendenza alla sconfessione dei grandi valori:
la funzione della famiglia è di
consacrarsi nell'amore al servizio della vita.>>
segnalazione © Foto Luca B. Pagni, Roma