SENATO DELLA REPUBBLICA
XIII LEGISLATURA

 

921ª SEDUTA PUBBLICA

VENERDÌ 6 Ottobre 2000

Presidenza del vice presidente ROGNONI

RESOCONTO STENOGRAFICO

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Presidenza del vice presidente ROGNONI


PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9).

Si dia lettura del processo verbale.

MILIO f.f. segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Sono in congedo i senatori: Agnelli, Barbieri, Bo, Bobbio, Borroni, Camo, Cortelloni, De Martino Francesco, Fumagalli Carulli, Leone, Manconi, Occhipinti, Passigli, Pellegrino, Piloni, Taviani, Volcic.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Rigo, Robol e Squarcialupi, per attività dell'Assemblea dell'Europa Occidentale; Besostri, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Bucci e De Zulueta per attività dell'Assemblea dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa; Curto, Diana Lorenzo, Erroi e Novi per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. Le comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di un'interpellanza e di un'interrogazione.

Gli atti 2-01083, presentato dal senatore Servello, e 3-03355, presentato dal senatore Lo Curzio, per i quali il Governo si era detto disponibile a rispondere nella seduta odierna, sono stati trasformati, su richiesta dei proponenti, in interrogazioni con richiesta di risposta scritta. Su richiesta del Governo è stato invece rinviato ad una successiva seduta lo svolgimento delle interrogazioni 3-03944 e 3-03962, di competenza del Ministero dell'industria.
Comunico che la signora ministro per i rapporti con il Parlamento, senatrice Toia, sarà in Aula tra le ore 9,30 e le ore 10 per riferire sugli ultimi sviluppi della situazione in Jugoslavia.

Ha facoltà di parlare il senatore Angius per svolgere l'interpellanza 2-01120
sulla presenza di espressioni razziste ed antisemite in taluni siti Internet.

ANGIUS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso della nostra interpellanza sui siti leghisti di cui abbiamo avuto conoscenza è molto semplice. Vorremmo sapere quale tipo di iniziativa può essere intrapresa affinché sia evitato questo scempio scandaloso, questo uso inverecondo che del denaro pubblico – di questo si tratta – fa la «Lega Nord per l'indipendenza della Padania». Infatti, il sito, che è rilevabile su Internet, porta esattamente questa definizione.

Personalmente ho avuto conoscenza di tale questione del tutto casualmente. Ero a Roma, alla Festa dell'Unità in compagnia del presidente Fisichella e stavamo andando ad un dibattito e sono stato avvicinato da un cittadino abbastanza giovane, Luca Pagni, il quale ci ha consegnato questo materiale che egli aveva rilevato dal sito – ripeto – della Lega Nord per l'indipendenza della Padania.
La questione assume una rilevanza piuttosto consistente e tocca anche un problema abbastanza delicato, perché nei contenuti di questo sito si ravvisano, a mio giudizio, dei reati gravi relativi a ciò che nel nostro ordinamento è palesemente vietato, visti e constatati da parte di chiunque i richiami evidenti al razzismo, all'antisemitismo e al secessionismo. Tralascio il linguaggio scurrile, gli insulti contro i cosiddetti diversi. Nel sito della Lega Nord tra i diversi ci sono – cito testualmente – «i gay, le prostitute e gli insegnanti meridionali».
Il punto è se tutto questo sia tollerabile non soltanto sotto il profilo politico e morale, ma anche sotto quello giuridico-formale.
«Roma ladrona» ha molti difetti, evidentemente, e tra questi annovero anche quello di finanziare con denaro dello Stato questi siti. La domanda che si pone, allora è quali azioni, quali strumenti e quali iniziative ancora oggi noi siamo in grado di mettere in atto.
Ciò che colpisce è l'ampiezza della diffusione e dei contatti che questi siti hanno. È stato calcolato dagli stessi promotori del sito che i contatti arrivano sino a 100.000 ogni 2 o 3 giorni. Questo dato è rilevabile.
Credo che si ponga anche un problema di regole della rete, e cioè come sia possibile impedire che la rete diventi veicolo di messaggi incontrollati e, quindi, come si possa impedire o comunque cercare di arginare il fatto che in questi siti si trovino affermazioni del genere «ebrei maledetti», «cani bastardi», «aveva ragione Hitler». Seguono alcune considerazioni sulle donne ebree e sui loro rapporti sessuali.
E ancora: «Ho visto anche in Italia, a Roma e a Milano, negri che si baciano per la strada con fiori di ragazze italiane. Così sporchi, luridi e brutti come un pezzo di carbone, eppure riescono a far cadere queste fanciulle innocenti nelle loro mani. Come può essere? Che cosa hanno di bellezza questi negri?».
E poi: «Non li bruceresti vivi? Io sì. Adesso anche Bill Clinton, che non è ebreo, sa il motivo per cui gli ebrei furono mandati ad Auschwitz. Auschwitz, Treblinka, Bergen-Belsen, camere a gas per questi criminali, falsi serpenti, parassiti velenosi». Ancora: «Maledetti ebrei, che Dio, prima o poi – è questione di tempo – vi farà bruciare vivi ad Auschwitz e a Treblinka». E poi di nuovo: «Maledetti ebrei, maledetti, ecco perché furono mandati ad Auschwitz e a Treblinka. Maledetti, maledetti, maledetti.».
Un'altra volta: «Cani bastardi, serpenti velenosi, il cancro della società e dell'universo». Infine: «Ogni tanto Dio fa giustizia; ecco che qualche edificio salta per aria contro gli ebrei» e così via. Potrei proseguire.
Qualche settimana fa – com'è noto – a Verona un insegnante ebreo, solo per essere tale, è stato selvaggiamente picchiato da alcuni fascisti e neonazisti di quella città. Naturalmente in quel momento si è sollevata nel Paese una protesta indignata.
A me ha colpito che nella città di Verona, dopo un'imponente, grande manifestazione popolare, con la partecipazione di tantissimi giovani, il quotidiano di quella città – mi riferisco a «L'Arena» di Verona – abbia pubblicato due pagine in cui praticamente si cercava di dare un senso giustificativo e una spiegazione non all'ampiezza della manifestazione bensì al pestaggio del professore ebreo.
In altre parole, intendo rilevare che ciò che colpisce in questa vicenda è il senso di intolleranza, di brutalità e di violenza insito e contenuto in questi messaggi che non solo dovrebbero ripugnare alla coscienza civile, ma che sono fuori dalla legalità del nostro Paese; essi, infatti, contrastano con il regime democratico del nostro Paese.
Mi avvio a concludere, signor Presidente, ringraziando la Sottosegretario per essere presente in Aula questa mattina. Mi chiedo se il finanziamento pubblico, del quale gode la Lega Nord per la secessione della Padania possa essere utilizzato per violare palesemente princìpi e valori del nostro ordinamento costituzionale e democratico. Questo è il punto. Ritengo che il Governo debba assumere un'iniziativa forte su tali precise questioni, perché ci troviamo di fronte a una responsabilità enorme a fronte dell'irresponsabilità altrui, quella della Lega. Ma noi abbiamo la responsabilità di difendere valori e princìpi fondanti di questo Paese.
Due ore dopo la presentazione dell'interpellanza da parte mia e dei colleghi del Gruppo, il sito della Lega Nord – due ore dopo, ripeto – è stato oscurato. Evidentemente, venuti a conoscenza del fatto che questo campionario di violenza e di intolleranza insopportabile per qualsiasi società civile era stato scoperto, si è avuto il pudore di spegnere per poco tempo il sito. Per poco tempo, perché poi la scrittura e la raccolta di questi violenti messaggi è ripresa e proseguita.
Questo allora è il punto e noi ne stiamo discutendo qui, questa mattina. Probabilmente non avremo grande riscontro sugli organi d'informazione o quant'altro, ma io invece considero questo episodio piccolo ma estremamente significativo di come il Governo, le forze democratiche e le istituzioni del nostro Paese devono contrastare, con un'iniziativa propria, in prima fila, questi pericoli che purtroppo allignano nel nostro Paese e che vanno combattuti per ciò che sono: un cancro; un cancro che può rivelarsi mortale per la nostra convivenza civile e forse anche per la nostra democrazia.

PRESIDENTE. La rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a questa interpellanza.
LI CALZI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, certamente i fatti che sono stati illustrati nell'atto ispettivo sono stati oggetto di interessamento per tutte le procure della Repubblica del Nord Italia. Nessuna di esse, comunque, ha dato notizia di apertura di indagini al riguardo, ad eccezione delle procure della Repubblica presso il tribunale di Milano e di Roma. Dalla prima si è appreso che il compartimento Polizia postale di Milano ha provveduto ad inviare al procuratore, su richiesta di quest'ultimo, l'esposto del nominativo indicato nell'atto ispettivo (depositato presso il compartimento di Polizia postale in Roma il 22 settembre 2000), nonché gli accertamenti che sono stati effettuati sul contenuto dei siti Internet citati dagli onorevoli interroganti, due dei quali risultano registrati a società con sede a Milano e a Verona. Il predetto procuratore ha comunicato di aver disposto, in data 3 ottobre 2000, la conservazione degli atti al modello 45, non ravvisando, nei fatti riportati, ipotesi di reato. La procura della Repubblica di Roma, invece, ha comunicato che, sulla base dell'interrogazione inviata, si è proceduto ad iscrizione sempre su modello 45.

Ciò premesso, deve sottolinearsi che il Governo è fortemente impegnato sul terreno della lotta alla discriminazione e di ciò costituiscono già chiara riprova le misure adottate al riguardo sul piano normativo.
Si ricorda che, salvo la ricorrenza di più generali ipotesi disciplinate dal codice penale, ai fatti di diffusione o incitamento alla discriminazione per motivi razziali, etnici o religiosi si applicano, ove ne ricorrano i presupposti, le disposizioni di cui all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, così come modificato dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito in legge 25 giugno 1993, n. 205, che prevede altresì aggravanti e peculiari pene accessorie per coloro che si rendano responsabili dei reati di cui al richiamato articolo 3, nonché specifici strumenti investigativi idonei ad appurare fatti commessi per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa.
A prescindere, in ogni caso, dal segnalato profilo normativo, occorre prendere atto, in una più ampia prospettiva, che l'utilizzo di questi moderni strumenti telematici offre, nell'epoca attuale, maggiori occasioni di comunicazione e costituisce, quindi, un veicolo privilegiato per la diffusione del pensiero e delle immagini; il che può accompagnarsi, purtroppo, a fenomeni di degenerazione che possono poi spesso sfociare in condotte che sono da definire criminose.
Il Governo ha piena coscienza della problematica legata alla commissione di reati attraverso la rete ed è intervenuto già con apposite norme (vedi quella che sanziona il delitto di pornografia minorile) a fornire un'esplicita previsione legata alla divulgazione per via telematica di determinate notizie e soprattutto immagini.
Resta comunque il dato di fatto che, attualmente, le caratteristiche strutturali della rete Internet rendono difficoltosi sia i controlli sia un'efficace regolamentazione.
Si ricorda, infatti, che la gestione della rete Internet per gli utenti italiani è affidata a soggetti privati o legati agli operatori di telecomunicazioni, i cosiddetti provider, che si occupano di gestire i nodi, elementi cardine del servizio Internet. L'utente, che poi è l'abbonato al servizio, può usufruire di alcune pagine Web nelle quali inserire, in modo completamente soggettivo e autonomo, notizie o immagini di qualsiasi natura, che può rendere leggibili con un'operazione attiva di immissione ad altri utenti in Internet. In alternativa, può addirittura chiedere che venga istituito un suo sito, molto più esteso delle pagine Web, con l'intervento di un provider.
In proposito, si evidenzia come, a livello di realizzazione tecnica del contenuto del sito, vi siano attualmente due soluzioni: una che prevede la completa autonomia dell'utente per la realizzazione del sito stesso; l'altra che investe necessariamente l'intervento del gestore del servizio.
Gli utenti che pubblicano notizie e immagini sono noti, o comunque identificabili, sia a livello nazionale che internazionale, in relazione a quello che indicano come indirizzo telematico.
Proprio per le difficoltà evidenziate, legate alla complessità del fenomeno, la disciplina dello strumento Internet è oggetto di discussioni e approfondimenti presso tutti gli organismi internazionali.
Poiché la regolamentazione della rete dovrà necessariamente avere carattere sovranazionale, date le sue caratteristiche, si precisa che dal maggio 1996 è operativo, in seno all'Ispettorato di pubblica sicurezza presso il Ministero delle comunicazioni, il nucleo operativo di polizia delle telecomunicazioni la cui attività è oggi principalmente diretta alla prevenzione e al contrasto di reati commessi attraverso Internet. Con il citato nucleo operativo è in corso un incessante monitoraggio della rete che ha evidenziato siti telematici coinvolti nel traffico, per gran parte ubicati però all'estero. Viene inoltre fornito un costante supporto tecnico-operativo agli uffici di polizia che segnalano tali attività criminose individuate nel corso di autonome indagini.
Estremamente importante è inoltre il coordinamento con gli organi di polizia di altri Stati con i quali si è avviata un'intensa collaborazione, quale il gruppo di lavoro europeo sulla criminalità informatica, istituito in ambito Interpol e il sottogruppo high tech crime, istituito nell'ambito dei lavori del G8.
Il predetto Ministero delle comunicazioni ha partecipato di recente ad un gruppo di lavoro costituito dalla Commissione europea per la messa a punto degli strumenti che dovranno essere adottati dai fornitori di informazioni, relativi alle attività di filtraggio del contenuto informativo presente in Internet.
In proposito, particolare attenzione è stata posta dal Consiglio dell'Unione Europea in merito all'esame della proposta di decisione su un piano triennale d'azione comunitaria per promuovere l'uso sicuro di Internet, che tenga conto dell'ultima comunicazione della Commissione risalente al 3 dicembre 1997.
Tale piano prevede: la creazione di un ambiente sicuro, sia attraverso una rete europea intesa a limitare la circolazione del materiale illegale, sia attraverso la redazione di un codice etico di autoregolamentazione; lo sviluppo dei sistemi di filtraggio; azioni di sensibilizzazione degli utenti; una serie di attività tese ad affrontare le questioni giuridiche relative ad Internet e finalizzate all'armonizzazione del diritto comunitario con quello dei Paesi extraeuropei.
Il Consiglio dell'Unione Europea si sta occupando della gestione tecnica degli indirizzi e dei nomi dei domìni utilizzati sulla rete Internet, mentre l'OCDE sta esaminando problemi di natura tecnica, giuridica e regolamentare allo scopo di adottare degli strumenti quali, ad esempio, i codici di comportamento e di autoregolamentazione.
Peraltro, a livello nazionale, il Ministero delle comunicazioni coordina i lavori di tutte le parti interessate, per arrivare alla stesura di un codice di autoregolamentazione che tenga conto delle linee guida dell'Unione europea e dell'OCDE.
A livello mondiale, invece, i Paesi partecipanti alla OCSE stanno conducendo un approfondimento di alcuni rilevanti problemi, fra i quali si possono ricordare: la necessità di definire in modo chiaro i concetti di base e i soggetti coinvolti; l'adozione di codici di autoregolamentazione e di strumenti tecnici necessari per procedere al filtraggio e alla graduazione dell'informazione attraverso l'uso di password successive che permettono di accedere ai vari contenuti; il coordinamento delle varie legislazioni nazionali in tema di individuazione dell'autore del reato e della sua localizzazione territoriale, di prova del reato, della territorialità del crimine e di efficacia ed esemplarità della pena.
A conclusione del dibattito, i Paesi membri hanno ulteriormente riaffermato la necessità di coordinare la cooperazione internazionale, sia attraverso la stipula di convenzioni che tramite l'introduzione di strumenti, quali i codici di comportamento e/o di autoregolamentazione, per segnalare la presenza sulla rete di informazioni illegali o dannose.
Ho illustrato le iniziative che si stanno realizzando a livello nazionale e internazionale. Mi rendo conto che il problema acquista in Italia, proprio per la veemenza che viene usata nel sito in questione e nell'attuale momento storico, una rilevanza particolare, ma stante la vigente normativa, non credo che si possa fare di più.
Discorso completamente diverso è quello sottolineato dal senatore Angius e richiamato per inciso nell'ultima parte dell'interpellanza, relativo all'utilizzo, anche parziale, del finanziamento pubblico alle forze politiche; ma è un problema che non riguarda strettamente il Governo.

ANGIUS. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANGIUS. Signor Presidente, la Sottosegretario, a nome del Governo, ha fornito una risposta esauriente alla nostra interpellanza e di ciò la ringrazio, apprezzandone l'impegno.

Sono convinto anch'io che sia necessario proseguire sulla strada che la Sottosegretario ha tracciato. Piuttosto, resta irrisolto – mi rendo conto che la risposta del Governo non avrebbe potuto risolverlo – l'altro tema che abbiamo sollevato nell'interpellanza e che ho sottolineato nel corso dello svolgimento della stessa, ossia l'uso che può essere fatto del finanziamento pubblico alle forze politiche.
In questo caso, siamo chiaramente in presenza di un uso di tale denaro pubblico contro la Costituzione del nostro Paese e contro princìpi e valori fondanti non solo della nostra Repubblica, ma anche di qualsiasi società civile.
È un ritorno pericoloso alla barbarie, quello che si prefigura in una parte dei contenuti rinvenibili nel sito Internet della Lega Nord per la secessione della Padania ed è questione rispetto alla quale credo sia nostro compito elevare un allarme politico, culturale e ideale, ingaggiare una battaglia contro queste forme di degenerazione e anche individuare gli strumenti di carattere normativo per impedire che il denaro degli italiani venga utilizzato contro gli italiani medesimi.
Consentire che nel sito della Lega Nord per la secessione della Padania si faccia esplicitamente una campagna razzista e antisemita è intollerabile per noi e per il Paese. Per questo, invito il Governo e tutti noi a svolgere una riflessione anche sulle possibili modifiche di carattere normativo in materia di uso del finanziamento pubblico concesso ai Gruppi parlamentari e alle forze politiche in generale.

(Segue la discussione di altre interpellanze)

La seduta è tolta (ore 10,07).

Licenziato per la composizione e la stampa dal Servizio dei Resoconti parlamentari alle ore 14

 

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Allegato A
INTERPELLANZA E INTERROGAZIONE

Interpellanza sulla presenza di espressioni razziste ed antisemite in taluni siti Internet


(2-01120) (16 luglio 2000)

ANGIUS, FALOMI, CABRAS, DUVA, MICELE, VIVIANI, BERNASCONI, CARPINELLI, PARDINI, BETTONI BRANDANI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e delle comunicazioni. – Premesso:

che il signor Luca Pagni ha inviato al Presidente della Repubblica e al presidente dell'Unione delle comunità ebraiche in Italia una vibrante e sentita lettera di protesta, denunciando la presenza reiterata di turpiloqui ed argomentazioni razziste, antisemite, naziste, secessioniste, nei siti internet di «Lega Nord per l'indipendenza della Padania» e di «Padania Libera»;
che una lettera è stata fatta pervenire allo scrivente senatore Angius;
che quanto contenuto nei siti internet di «Lega Nord per l'indipendenza della Padania» e di «Padania libera» è in contrasto con i valori fondanti della Repubblica italiana sanciti nella Carta costituzionale,
gli interpellanti chiedono di sapere:
se in quanto contenuto nei siti internet cui si fa riferimento non si ravvisino gli estremi di reati gravi;
quali iniziative si intenda prendere nei confronti dei responsabili dei siti internet della «Lega Nord per l'indipendenza della Padania» che, anche utilizzando il finanziamento pubblico alle forze politiche, fanno esaltazione del nazismo, e nei confronti di «Padania Libera» per fermare ogni e qualsiasi rigurgito di antisemitismo e di razzismo.

 

 

 

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