GAY PRIDE
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<< La diversità è un dato di fatto indiscutibile, ma che la nostra diversità è un valore
e quindi è portatrice di diritti (e doveri) quanto lo è la "normalità". >>

Questa è la visione del movimento gay che chiede, ed è un paradosso voluto,
non l'eliminazione della "diversità" bensì il diritto "a una vita normale" anche per chi è "diverso".

(cit.:
http://www.clubclassic.net/pride/edit_giugno.html )
 


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LIBRERIA  A TEMATICA OMOSESSUALE

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GAY PRIDE: GRILLINI, NOSTRI DIRITTI CONDIVISIBILI DA TUTTI

OGGI COME NEL 1969
LE NOSTRE RICHIESTE SONO LE STESSE

(ANSA) - BOLOGNA, 28 GIU - ''Nella notte tra il 27 e il 28
giugno 1969 il corso della storia per gli omosessuali muto'.
Quella notte una minoranza di individui si ribello' a una
secolare tradizione di oppressione, che li voleva esclusi,
proponendo nuovi ed attuali valori. Quella data ha assunto, nel
tempo, per le comunita' gay di tutto il mondo, una portata
valoriale ed emotiva estrema tanto che, attualmente, numerosi
paesi civili festeggiano quella ricorrenza con partecipate
manifestazioni di piazza''. Lo ricorda l' on. Franco Grillini,
presidente onorario dell' Arcigay, in occasione del 'Gay pride',
la festa internazionale delle lesbiche e degli omosessuali.
''Il 28 giugno 1969 a New York, per la prima volta nella
storia - sottolinea Grillini - un gruppo di omosessuali e di
transessuali decisero di porre fine alla millenaria
discriminazione di cui erano stati oggetto e di percorrere i
primi passi nella lotta per il diritto alla libera espressione
della propria identita' e sessualita', diritto che riguarda, da
vicino, tutti gli individui. Da almeno trent' anni la civilta'
liberale, e solo essa, ha riconosciuto anche agli omosessuali il
diritto di esprimere liberamente questa esperienza, per secoli
nascosta nella vergogna e nel silenzio. Da almeno trent' anni
non e' quindi piu' lecito difendere i propri pregiudizi per
mezzo della propria ignoranza. Scienze psicologiche e
comportamentali e organismi internazionali considerano anch'
essi da anni l' omosessualita' come una normale variante dell'
identita' individuale''.
''Per questo, se ne sia consapevoli o meno, discriminare
sulla base dell' orientamento sessuale - commenta Grillini - e'
altrettanto indegno e intollerabile quanto discriminare sulla
base della razza, del sesso, delle origini etniche. Non a caso
gli omosessuali sono stati oggetto nei secoli, dall' eta' dei
roghi fino a quella dello Sterminio, delle stesse persecuzioni e
delle stesse atrocita' riservate agli ebrei. Quasi sempre ad
opera degli stessi carnefici, anche se a noi nessuno ha ancora
chiesto perdono. Mentre il razzismo classico e' considerato
socialmente intollerabile e ripugnante, della discriminazione
degli omosessuali si discute allegramente come di una materia
opinabile, in cui tutte le 'sensibilita'' e tutti gli umori,
tutti gli odii, hanno diritto di rappresentanza. I diritti che
il 'gay pride' esprime e rivendica sono condivisibili da tutti.
Perche' il diritto di ciascuno all' identita', ad una vita
autentica, alla propria insostituibile 'diversita'', alla
felicita', all' amore che non 'osava dire il suo nome', fanno
ormai parte del desiderio di ognuno di dare senso e pienezza
alla propria esistenza''.
''Oggi, nel giorno in cui si celebra il 'gay pride' in tutto
il mondo, le richieste del movimento gay - ricorda Grillini -
sono le stesse: riconoscimento dei diritti delle coppie
omosessuali, cancellazione delle leggi antiomosessuali (negli
Usa la Corte Suprema ha di fatto cancellato le leggi antigay
vigenti ancora in 17 Stati), leggi antidiscriminatorie, sostegno
ai servizi della comunita', possibilita' di libera espressione
della presenza gay''. (ANSA).

GIO
28-GIU-03 18:13 NNNN
 

 

 

"Da 18 anni il 28 giugno è per gli omosessuali di tutto il mondo la Giornata dell'Orgoglio della propria identità,
non più vergogna, valorizzazione e non più timori, identità senza nascondersi."

Questo è quanto si legge sui comunicati stampa diffusi dal Circolo ci Cultura Omosessuale "Mario Mieli"
che nel 1997 ha organizzato a Roma, per il 27 e 28 giugno, la "IV giornata nazionale dell'orgoglio omosessuale".

Nell'ambito della manifestazione c'è stata una sfilata di moda a Roma in Piazza Campo de' fiori il 25 giugno.

Il 27 giugno nella sala Protomoteca del Campidoglio si è svolto un dibattito dal titolo emblematico
"Un mondo di diversi con uguali diritti"
seguito da una fiaccolata per ricordare la nascita del movimento omosessuale a Roma
insieme con tutte le vittime della violenza omofoba.
A seguire la grande festa "MUCCAPRIDE 1997" all'Alpheus di Roma.

Da qualche tempo anche nell'Italia perbene, tutta casa e chiesa, si sente parlare di delitti a sfondo omosessuale e di battaglie sociali per l'acquisizione di certi diritti civili da parte delle persone, uomini e donne, omosessuali.
Tutto questo mentre il Parlamento Olandese ha varato, ormai dal maggio 1996, una legge che legittima l'unione civile delle coppie omosessuali, fatto che in Italia è ancora ritenuto tabù grazie anche all'indottrinamento svolto dalla Chiesa in ogni tempo e luogo.

Per avere una panoramica generale sulle problematiche degli omosessuali in Italia,
ho intervistato Francesco Falzetta, segretario del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli nel giugno 1996

D) Quando e come nasce la necessità di festeggiare il "GAY PRIDE" ?

R) Il "Gay Pride" è la giornata dell'orgoglio omosessuale e viene festeggiata il 28 giugno da quando nella stessa data del 1969 nello Stonewall Inn,  un un locale sulla Christopher Street di New York, per la prima volta gli omosessuali si sono ribellati ad un'incursione della polizia entrata per sgomberare un luogo abitualmente frequentato da omosessuali. Questa ribellione ha innescato una rivoluzione delle nostre coscienze.  

D) Che cos'è, come nasce e come si sviluppa l'omosessualità ?

R) L'omosessualità è un'espressione della sessualità come lo può essere l'eterosessualità o la bisessualità.
E' un modo come un altro per vivere la propria sessualità.
Dal 1° gennaio 1993 l'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha cancellato l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali non considerandola più una patologia ma definendola come una "variante naturale del comportamento umano". La decisione dell'O.M.S. è il risultato di un ampio dibattito nel mondo scientifico e nelle associazioni degli psichiatri e degli psicologi.

D) Se è vero che molti volti più o meno noti hanno scelto di dichiarare pubblicamente la propria omosessualità, è anche vero che ci sono ancora molti ragazzi che hanno timore di farlo e, pur essendosi riconosciuti con certezza, vivono con la paura di rivelarsi, cadendo in depressione.
Cosa sta cambiando nei rapporti sociali tra etero e omosessuali ?

R) In Italia da qualche anno si porta avanti una battaglia per rendere più visibile l'omosessualità, per far si che le condizioni cambino e le persone non abbiano più il timore di dichiarare la propria omosessualità. La visibilità diventerà sempre più una cosa reale e sono sempre di più le persone che dichiarano la propria omosessualità in famiglia, tra gli amici ed alla società.  

D) Ma è proprio nella società che gli adolescenti che si scoprono omosessuali fanno fatica a farsi accettare e quindi ad accettarsi...

R) L'adolescente di oggi è diverso dall'adolescente di dieci o quindici anni fa, quando non c'erano gli aiuti offerti oggi dalle associazioni per capire meglio se stessi attraverso dei costruttori psicologici che li aiutano ad accettare in prima persona la propria omosessualità.  

D) La discriminazione ersiste ?

R) Esiste come esiste per altre categorie.
Noi vogliamo ed operiamo per far entrare nella coscienza popolare che l'omosessualità non è una malattia e non è una degenerazione, ma è una cosa naturale.   

D) Il 28 giugno 1992 nove coppie gay hanno accettato di sposarsi in piazza della Scala a Milano.
Durante l'Angelus del 20 febbraio 1994 il Papa ha definito i rapporti omosessuali "comportamenti devianti, non conformi al piano di Dio" condannando la risoluzione del parlamento Europeo che consente alle coppie omosessuali di sposarsi e di adottare figli.
"...Deliranti anatemi..." è stato il commento del Circolo Mario Mieli.
Qual'è la situazione attuale ?

R) La situazione è di stallo.
Mentre ad esempio il Parlamento Olandese ha approvato l'unione civile per le coppie omosessuali, la Chiesa si è schierata contro. La Chiesa ha un suo ambito e noi un nostro: noi auspichiamo che sia lo Stato laico italiano ad approvare altre leggi, recependo le direttive della Comunità Europea.
La Chiesa è un'altro Stato e a noi non interessa ciò che essa dice.
Purtroppo in Italia la Chiesa ha molta influenza anche sullo Stato laico.
Questo non avviene in Germania o in Olanda dove vige il protestantesimo oppure il calvinismo.    

D) Il 21 febbraio 1994 Vanni Piccolo, preside della scuola media "Camilla "Bavera" ed appartenente al Circolo Mario Mieli, è stato eletto consigliere speciale del Sindaco di Roma per le questioni omosessuali. Tra le sue proposte quella del riconoscimento laico delle unioni omosessuali.
I matrimoni di coppie omosessuali risalgono notoriamente all'epoca dell'antica Grecia e dell'impero romano. Quali sono oggi le necessità degli omosessuali e come vengono affrontate dalle pubbliche amministrazioni ? 

R) Vanni Piccolo è consigliere speciale del sindaco per i diritti civili delle persone omosessuali a Roma.
Le esigenze del singolo sono le esigenze di chiunque.
Non essendoci invece un riconoscimento delle unioni civili tra coppie omosessuali, queste sono praticamente escluse da molti istituti giuridici come quello delle case popolari, dell'assistenza sanitaria, della successione ereditaria e della pensione di reversibilità. 

D) Gli obiettivi più urgenti per fare di Roma una città più attenta ai problemi degli omosessuali, sono forse quelli della salute e della sicurezza. La convenzione per l'assistenza domiciliare ai malati di A.I.D.S. gestita con propria sede dal Circolo Mario Mieli, funziona bene o ci vorrebbe dell'altro ?

R) La convenzione con il Comune di Roma e la Regione Lazio funziona, forse dovrebbero essere stanziati più fondi al Circolo Mario Mieli che ne percepisce di meno rispetto ala Caritas e all'OSA con le quali gestisce l'assistenza domiciliare ai malati di A.I.D.S.
A Roma su 800 iscritti al Circolo Mario Mieli, sono 20 i malati di A.I.D.S.
Comunque stiamo cercando di scardinare il concetto di omosessualità legata alla malattia.
E' vero che gli omosessuali sono stati i primi tacciati quali portatori di A.I.D.S. ma proprio per questo sono stati anche i primi a promuovere campagne di informazione e prevenzione sull'A.I.D.S.
La salute non è l'unico problema, anche la sicurezza è importante.
Guardando le cronache degli ultimi tempi, ci sono stati parecchi omicidi a sfondo omosessuale, due nell'ultima settimana. Come facciamo a sentirci sicuri in una città dove andiamo liberamente in un locale, dove ci sentiamo di poter esprimere la nostra sessualità, se poi ci troviamo la morte perché qualcuno odia gli omosessuali...    
 

 

copyright © Foto Luca B. Pagni, Roma

 

 

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